Questo documento autografo è costituito dalle pagine numerate 84 e 85 di un diario personale di un militare statunitense di stanza a Napoli. L'intestazione di ciascuna pagina riporta il luogo e una voce specifica datata Lunedì 20 Marzo 1944.
Il manoscritto rappresenta una testimonianza diretta e vivida di un momento di transizione: l'autore descrive le procedure burocratiche per il suo imminente congedo e il rientro in patria (citando il colloquio con il Colonnello Richmond e la necessità di un nullaosta del distretto militare), mentre intorno a lui la storia accelera.
Nelle sue righe si fondono due eventi epocali: l'orrore della guerra, filtrato dai racconti dei commilitoni reduci dai combattimenti nella testa di ponte di Anzio, e la potenza distruttrice dell'ultima eruzione del Vesuvio. La narrazione, asciutta e priva di filtri, offre un ritratto autentico della tensione psicologica di chi, pur essendo prossimo al ritorno a casa, si trova testimone della "lenta marcia della morte" della lava e della devastazione del fronte.
(84) Naples
Talked to Col. Richmond about going home - spent most of afternoon getting things straight - Bob Humphrey told me I'd sail in a couple days for Oran on fast boat - should be home in two or three weeks - Joe Fromm just back from Anzio beachhead - great dramatic shit stories of danger, death heroism - terrific casualties constant shelling, bombing, and strafing - must be rough.
Monday, March 20 - went over to talk to Bill Perry right after breakfast and found that I can't go home without a draft board release - which may take 2 or 3 weeks - cabled mother to see if she wants me to come - but decided to go.
(85) Naples
Back to work at any rate to take my mind off everything - climbed up Mt. Vesuvius with 9 guys - worst state of activity in 71 years - we got right up to crater - felt the blast of constant explosions - literally a "shower of shit" as the red hot stones dropped all around us - stream of lava advancing at 20 feet a minute - engulfed three villages at bottom of 4,000 feet - something sinister and depressing about watching it - its like a slow, irresistible march of death - heat of lava is unbearable - will take two or three years to cool off - after dinner I spent the entire evening writing to Mother + Luze - believe tough job.
(84) Napoli
Ho parlato con il Colonnello Richmond riguardo al mio ritorno a casa - ho passato gran parte del pomeriggio a sistemare le cose - Bob Humphrey mi ha detto che salperò tra un paio di giorni per Orano su una nave veloce - dovrei essere a casa in due o tre settimane - Joe Fromm è appena tornato dalla testa di ponte di Anzio - ha raccontato incredibili storie drammatiche di pericolo, morte ed eroismo - perdite terribili, continui cannoneggiamenti, bombardamenti e mitragliamenti aerei - dev'essere dura.
Lunedì, Marzo 20 - sono andato a parlare con Bill Perry subito dopo colazione e ho scoperto che non posso tornare a casa senza un nullaosta del distretto militare - il che potrebbe richiedere 2 o 3 settimane - ho mandato un cablogramma a mia madre per vedere se vuole che io torni - ma ho deciso di andare.
(85) Napoli
Tornato al lavoro, in ogni caso, per distrarmi da tutto - sono salito sul Vesuvio con 9 ragazzi - il peggior stato di attività degli ultimi 71 anni - siamo arrivati proprio sul cratere - abbiamo sentito lo spostamento d'aria delle continue esplosioni - letteralmente una "pioggia di merda" mentre pietre incandescenti cadevano tutto intorno a noi - un flusso di lava che avanza a 20 piedi al minuto - ha travolto tre villaggi ai piedi della montagna a 4.000 piedi - c'è qualcosa di sinistro e deprimente nel guardarlo - è come una lenta, irresistibile marcia della morte - il calore della lava è insopportabile - ci vorranno due o tre anni perché si raffreddi - dopo cena ho passato l'intera serata a scrivere a mia Madre e Luze - credo sia un lavoro duro.
Per comprendere appieno l'intensità di queste pagine scritte a Napoli nel Marzo del 1944, è necessario calarsi nel clima di quei giorni, dove la violenza della guerra e la forza della natura si incontrarono in modo drammatico.
Chi era Joe Fromm?
Il "Joe Fromm" citato nel testo è identificabile con Joseph Fromm, un membro dell'American Field Service (AFS). L'AFS era un'organizzazione di volontari civili che operava come autisti di ambulanze direttamente sulla linea del fronte.
Questo dettaglio spiega la natura dei suoi racconti: Fromm non era un semplice soldato, ma un uomo che viveva quotidianamente il compito di soccorrere i feriti sotto il fuoco nemico. Il suo ritorno da Anzio portava con sé il carico emotivo di chi aveva visto da vicino il sacrificio e l'orrore, rendendo le sue "storie drammatiche" una testimonianza di prima mano della brutalità del conflitto.
L'inferno della "Testa di Ponte" di Anzio
L'autore cita la "testa di ponte" (beachhead), riferendosi all'area occupata dagli Alleati dopo lo sbarco di Anzio e Nettuno (Operazione Shingle). Nel Marzo del 1944, quel perimetro era un vero e proprio inferno:
L'assedio: Le truppe Alleate erano intrappolate in una sottile striscia di terra, circondate dalle divisioni tedesche che dominavano le alture circostanti.
Il logoramento: I soldati subivano costanti bombardamenti dai pesanti cannoni ferroviari tedeschi (come il celebre "Anzio Annie") e mitragliamenti aerei (strafing).
Le perdite: Come riportato nel diario, le perdite furono "terrificanti": si contarono oltre 40.000 tra morti, feriti e dispersi nelle file alleate prima della liberazione di Roma.
L'incrocio tra Guerra e Natura: L'eruzione del 1944
Il Lunedì 20 Marzo 1944 segna un corto circuito visivo e psicologico unico nella storia. Mentre da Nord giungevano i reduci di Anzio con racconti di distruzione umana, a Sud il Vesuvio scatenava la sua ultima, potente eruzione.
L'autore descrive la lava come una "lenta, irresistibile marcia della morte". Questa immagine non è solo una cronaca dell'evento naturale, ma riflette lo stato d'animo di chi viveva immerso in un conflitto logorante. La cenere e i lapilli (quella "pioggia di pietre" descritta nel testo) ricoprivano le piste d'atterraggio e i villaggi, distruggendo decine di bombardieri Alleati B-25 e costringendo le popolazioni locali, già provate dalla guerra, a una nuova, disperata fuga.
Ricostruzione storica e filologica curata dal Prof. Francesco Servino, condotta sul documento autografo di un militare statunitense del Marzo 1944 e basata sull'analisi dei registri del National Archives (NARA), dell'American Field Service (AFS) e dei bollettini dell'Osservatorio Vesuviano.